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Siamo in attesa della riforma dei giochi d’azzardo

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Non ci si può sottrarre dalla sensazione di tensione e di preoccupazione affrontando questa ultima settimana di ottobre che presumibilmente “conterrà il futuro” del mondo del gioco e dei suoi operatori. Molto spesso infatti i giocatori non sanno quale casino online scegliere. Troppe attese e troppe speranze si sono riposte dal settore in questa Conferenza Unificata, per aspettarla senza emozione ed anche con uno sguardo a ciò che si potrebbe delineare per chi vuole ancora investire in questo settore e per chi ancora oggi lo ritiene un buon business. Certo che bisogna avere della gran forza d’animo per vedere ancora spiragli per buoni investimenti nel mondo gioco, però tutta la filiera ci crede ancora e crede ancora di poter trovare spazi e modi per svolgere le attività ludiche, magari con ancora più ristrettezze, magari con meno presenza sul territorio… ma con tante più certezze che la Conferenza dovrebbe “regalare”.

Come da annuncio del sottosegretario Baretta, quindi, in questi giorni di ottobre si svolgeranno gli ultimi incontri per portare a termine quello che sarà l’accordo definitivo con Regioni ed Enti Locali per il riordino del comparto e particolarmente sulla distribuzione dei giochi sul territorio. Ne uscirà un documento per le misure da inserire nella prossima manovra finanziaria che non è stata ancora completata dal Governo, ma che è stata presentata -in prima stesura, a Bruxelles e che ha, però, ricevuto diverse critiche e perplessità, ma non certamente per quanto riguarda il settore dei giochi.

Quello, però, che comincia a diventare certezza è che il gioco pubblico verrà incluso nella Legge di Stabilità, alla voce “coperture” ma questo indubbiamente non “sconvolge” il settore che è già abituato a questa “sua posizione”: settore destinatario per tirar fuori nuove entrate! Ma prima di tutto bisognerà che il Governo risolva il conflitto con gli Enti per la territorialità, conflitto che ancora oggi tiene bloccati i bandi di gara assolutamente necessari per “far quadrare i conti”. L’Esecutivo dovrà mettere in atto tutta la sua creatività (della quale è assolutamente capace!!) per inserire entrate dal gioco in questa Stabilità, quando gli stessi bandi furono già messi a bilancio nel 2016 dalla precedente manovra e, quindi, non si capisce in tutta onestà come potranno essere inseriti come “generazione di nuove entrate per il 2017”.

Quindi, dopo mesi di proposte e controproposte, mesi di discussioni, polemiche e rinvii sul mondo dei casino mobile, l’Esecutivo sembra prendere una posizione netta nel decidere di “mettere la parola fine” al tavolo degli accordi con gli Enti Locali che probabilmente “stanno tirando troppo la corda” e non vogliono rinunciare ad alcunché. Sul versante europeo però la strategia che si intravede non è certamente “quella della fretta”, ma quella di prendere tutto il tempo possibile tra chiarimenti, pareri, confronti in modo da riuscire a raggiungere il termine del 4 dicembre (referendum costituzionale) che è destinato a mutare gli equilibri nel nostro Paese e che avrà un rilevante impatto sulla strategia governativa e sulle politiche economiche e fiscali. Anche perché, come tutti dovrebbero sapere, il quesito referendario sottopone la riforma del “titolo quinto della Costituzione” che disciplina proprio il rapporto tra Stato, Regioni ed Enti Locali e, quindi, avrà un notevole risvolto anche in termini della questione territoriale di cui qualche riga più sopra.