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Partita la privatizzazione per il Casino di Saint Vincent

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Forse perché se ne continua a parlare… ma la riforma del gioco non arriva mai, e magari potrebbe comprendere anche quella dei casinò tricolore, e dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato, definitivamente, il decreto legislativo sulle partecipate, in Val d’Aosta si prendono iniziative “personali” ed il Governo Regionale muove i primi passi verso il raggiungimento di un obbiettivo particolarmente mirato che era inserito nelle sue nuove linee programmatiche: l’affidamento in gestione del Saint Vincent Resort & Casino. O, meglio, per iniziare la gestione della parte alberghiera o quanto meno per avviare la valutazione di questo percorso che si sta rendendo sempre più necessario per un futuro della struttura.

Parlare e parlare e promettere: queste sono state sino ad ora le “azioni” dell’Esecutivo relativamente al comparto dei casinò, ma nulla di concreto è stato fatto in questo senso. E neppure in senso generico per il mondo del gioco d’azzardo: come si sa è tutto rinviato a settembre quando si spera che in Conferenza Unificata “qualcosa” salti fuori! Ma nel frattempo i casinò tricolore, tutti e quattro, non navigano in acque molto tranquille ed ognuno deve guardare al proprio orticello, ai propri sindacati, ai propri profitti e quindi, anche se può sembrare brutto, ognuno dei casinò deve egoisticamente pensare a sé stesso.

In ogni caso, i dettagli di queste valutazioni da parte del Saint Vincent Resort & Casino non sono arrivati alle orecchie dei più. Pare solo che vi sia stata una visita al Casinò di alcuni funzionari di Hard Rock e che la trattativa sia portata avanti personalmente dall’assessore al bilancio e dal Governatore Augusto Rollandin. Ovviamente, i due personaggi interessati non hanno fatto trapelare alcunché e si guardano bene dal rilasciare ulteriori informazioni né tanto meno chiarimenti. Anche i Sindacati stanno zitti e non hanno rilasciato dichiarazioni mentre in altri momenti, ed anche in altri casinò, è bastata una minima trattativa in “forse” che già gli “scudi sindacali” erano alzati.

Fin qui quello che si sa: si aggiunge soltanto una breve dichiarazione di Augusto Rollandin che ha confermato che qualche contatto c’è stato. E pensare che, come detto qualche riga più sopra, che a Venezia erano bastate poche parole del precedente sindaco su una analoga iniziativa per scatenare un putiferio e dibattiti senza fine! Oltre tutto bisognerebbe anche ricordare che il Casinò valdostano ha già avuto delle esperienze di gestioni private, e non tutte positive, con strascichi in alcuni casi assai costosi che si stanno trascinando probabilmente sino ad oggi.

Il silenzio di oggi forse è da attribuirsi alla “maturità” delle persone coinvolte o ad eccessiva prudenza non è dato sapere al momento. Certamente, l’avvio di trattative tra la proprietà ed eventuali investitori non avrebbe dovuto sorprendere più di tanto: si sa che i casinò vivono in una situazione “da risolvere” perché le spese che sono costretti a sostenere sono eccessive e vanno ad azzerare quasi gli introiti. È ovvio e naturale che se una giunta vuole valutare la fattibilità di qualcosa non lo fa solo per perdere tempo, ma per cogliere qualche reale opportunità di mercato.

Questo nuovo scenario “di trattativa” sarà ciò che si presenterà dopo la pausa estiva e la politica ed i sindacati si troveranno a confrontarsi su questo percorso ed anche con la prossima entrata in vigore del decreto sulle partecipate che impone agli enti locali di riorganizzare le proprie, cominciando da quelle in perdita.