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L’antiriciclaggio ed il mondo dei casino online

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La problematica dell’antiriciclaggio e su quale casino online mi consigliate è sempre in “prima linea” nell’attenzione del Comitato di Sicurezza Finanziaria che in questi giorni ha presentato la propria relazione al Parlamento, relazione appunto svolta sulle attività nel 2015 in materia di antiriciclaggio e che si sofferma e “staziona” anche nel mondo del gioco d’azzardo “da sempre” settore preferito dalla malavita per riciclare il proprio “danaro sporco” e nel quale (settore del gioco d’azzardo) sembra che la stessa malavita “ci sguazzi” a suo piacere, esattamente come un pesce in un acquario. Lì, nel gioco, la malavita vede il suo habitat naturale per potersi “ripulire” ed anche innescare manovre di usura nella quale ricadono purtroppo tanti “giocatori compulsivi” che non prendono naturalmente il gioco per divertimento ma come una sfida per poter agguantare la sopravvivenza quotidiana ed il risolvere i propri problemi economici.

Giusto, quindi, che il Comitato di Sicurezza Finanziaria “stazioni” nel settore del gioco e “vi faccia le pulci” e che rilevi che circa l’80% delle segnalazioni trasmesse sia inoltrato da gestori di giochi e scommesse, categoria presso la quale la UIF ha condotto negli ultimi anni “specifiche iniziative ispettive”. Questo dettaglio emerge appunto dalla Relazione che è stata inviata al Ministro Pier Carlo Padoan al Parlamento, relazione che evidenzia come nella prospettiva di analisi riferita ai settori economici, si confermano particolarmente esposti i comparti di giochi e scommesse, compro-oro, smaltimento rifiuti, edilizia, sanità nonché quelli ad elevata intensità di capitali pubblici. Ancora, nella Relazione, si sottolinea che le tipologie più diffuse di segnalazioni riguardano “transazioni in contanti, bonifici esteri ed operatività di specifiche categorie come le case da gioco ed i casinò”.

Come anticipato una sorta di “capitolo” è destinato nella relazione al comparto giochi e scommesse sul quale è stato espresso un “focus” particolareggiato: le forme di gioco su rete fisica si confermano rigonfie di innumerevoli anomalie ed il maggior numero di volte sono riconducibili proprio nella rete commerciale di cui si avvalgono i concessionari di gioco. Infatti, molto frequentemente, sono state evidenziate situazioni riconducibili a carenza nell’adeguata verifica della clientela da parte dei punti di vendita di gioco, riluttanti a fornire ai concessionari la documentazione adatta per identificare la clientela: cosa peraltro richiesta dalla legge.

Anche l’utilizzo veramente improprio dei ticket emessi dalle Vlt e dai nuovi casino online è un fenomeno che riveste una certa ricorrenza. Sono assai frequenti i casi in cui l’erogazione di questo ticket avviene con il solo inserimento di banconote, ma in assoluta assenza di una giocata reale e anche quelli relativi a vincitori abituali che operano presso lo stesso gestore che potrebbero anche essere indicativi di un “mercato occulto” dei ticket vincenti. Si evidenzia, anche, che i ticket a volte non vengono riscossi dopo la loro emissione, ma rimangono inutilizzati sino quasi alla loro scadenza (che è di 90 giorni dalla emissione), per poi essere rinnovati mediante il reinserimento in un apparecchio Vlt.

Questa modalità viene continuata nel tempo e si presta a trasferimenti di contante tra privati dietro “lo scambio di questi titoli” ed aggirando le regole di identificazione. Nell’ambito del gioco online, emerge che le piattaforme di altri Paesi comunitari possono determinare vulnerabilità molto significative nel sistema antiriciclaggio in quanto i loro flussi finanziari sfuggono al monitoraggio delle autorità italiane.