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Mese: novembre 2016

L’antiriciclaggio ed il mondo dei casino online

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La problematica dell’antiriciclaggio e su quale casino online mi consigliate è sempre in “prima linea” nell’attenzione del Comitato di Sicurezza Finanziaria che in questi giorni ha presentato la propria relazione al Parlamento, relazione appunto svolta sulle attività nel 2015 in materia di antiriciclaggio e che si sofferma e “staziona” anche nel mondo del gioco d’azzardo “da sempre” settore preferito dalla malavita per riciclare il proprio “danaro sporco” e nel quale (settore del gioco d’azzardo) sembra che la stessa malavita “ci sguazzi” a suo piacere, esattamente come un pesce in un acquario. Lì, nel gioco, la malavita vede il suo habitat naturale per potersi “ripulire” ed anche innescare manovre di usura nella quale ricadono purtroppo tanti “giocatori compulsivi” che non prendono naturalmente il gioco per divertimento ma come una sfida per poter agguantare la sopravvivenza quotidiana ed il risolvere i propri problemi economici.

Giusto, quindi, che il Comitato di Sicurezza Finanziaria “stazioni” nel settore del gioco e “vi faccia le pulci” e che rilevi che circa l’80% delle segnalazioni trasmesse sia inoltrato da gestori di giochi e scommesse, categoria presso la quale la UIF ha condotto negli ultimi anni “specifiche iniziative ispettive”. Questo dettaglio emerge appunto dalla Relazione che è stata inviata al Ministro Pier Carlo Padoan al Parlamento, relazione che evidenzia come nella prospettiva di analisi riferita ai settori economici, si confermano particolarmente esposti i comparti di giochi e scommesse, compro-oro, smaltimento rifiuti, edilizia, sanità nonché quelli ad elevata intensità di capitali pubblici. Ancora, nella Relazione, si sottolinea che le tipologie più diffuse di segnalazioni riguardano “transazioni in contanti, bonifici esteri ed operatività di specifiche categorie come le case da gioco ed i casinò”.

Come anticipato una sorta di “capitolo” è destinato nella relazione al comparto giochi e scommesse sul quale è stato espresso un “focus” particolareggiato: le forme di gioco su rete fisica si confermano rigonfie di innumerevoli anomalie ed il maggior numero di volte sono riconducibili proprio nella rete commerciale di cui si avvalgono i concessionari di gioco. Infatti, molto frequentemente, sono state evidenziate situazioni riconducibili a carenza nell’adeguata verifica della clientela da parte dei punti di vendita di gioco, riluttanti a fornire ai concessionari la documentazione adatta per identificare la clientela: cosa peraltro richiesta dalla legge.

Anche l’utilizzo veramente improprio dei ticket emessi dalle Vlt e dai nuovi casino online è un fenomeno che riveste una certa ricorrenza. Sono assai frequenti i casi in cui l’erogazione di questo ticket avviene con il solo inserimento di banconote, ma in assoluta assenza di una giocata reale e anche quelli relativi a vincitori abituali che operano presso lo stesso gestore che potrebbero anche essere indicativi di un “mercato occulto” dei ticket vincenti. Si evidenzia, anche, che i ticket a volte non vengono riscossi dopo la loro emissione, ma rimangono inutilizzati sino quasi alla loro scadenza (che è di 90 giorni dalla emissione), per poi essere rinnovati mediante il reinserimento in un apparecchio Vlt.

Questa modalità viene continuata nel tempo e si presta a trasferimenti di contante tra privati dietro “lo scambio di questi titoli” ed aggirando le regole di identificazione. Nell’ambito del gioco online, emerge che le piattaforme di altri Paesi comunitari possono determinare vulnerabilità molto significative nel sistema antiriciclaggio in quanto i loro flussi finanziari sfuggono al monitoraggio delle autorità italiane.

L’ora della verità per il gioco d’azzardo

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Oltre ad avvicinarsi la “data fatidica” per la chiusura dell’accordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali ed “avvicinarsi, quindi, il futuro del gioco e dei casino online dove si vince di più”, non si può dimenticare che tra un mesetto vi sarà anche il Referendum che potrebbe cambiare tutte le strategie del Governo e far trovare il settore del gioco pubblico in situazioni magari diverse dalle attuali, già particolarmente ristrette e condizionate. Il Referendum tratterà anche del “titolo quinto della Costituzione” che disciplina proprio il rapporto tra Stato, Regioni ed Enti Locali: rapporto che ora è “pessimo” e che è lo scoglio contro il quale si sono infrante tutte le proposte sottoposte dal Governo e che gli stessi Enti hanno preso in considerazione, ma probabilmente non hanno apprezzato.

Certamente, la presa di posizione del sottosegretario Pier Paolo Baretta nel voler chiudere nell’ultima settimana di ottobre l’accordo con i detti Enti è un “voler giocare d’anticipo”, temendo che con il Referendum le cose per il gioco (ed anche per altro) si potrebbero ancora di più complicare… e questa sarebbe veramente una catastrofe per tutta la filiera, industrie, operatori e gestori in blocco. Allora Baretta “spinge” affinché tutto si sistemi prima del 4 dicembre per affrontare il “minore dei mali”, oppure perché vuole mettersi la questione gioco dietro le spalle e vuole affrontare il Referendum con “più calma” (anche se si crede che la parola calma con il Referendum poco abbia a che fare).

Il “giorno della verità” per il gioco, passa dal 27 ottobre al 5 dicembre prossimi, quando si potrebbe avere la “nascita di una nuova Nazione”, e bisognerà poi constatare se migliore o peggiore, ma questo si potrà vedere “solo vivendo”. Ma dopo quell’alba la faccenda (per tutti, ma particolarmente per il gioco) si farà assai seria perché dopo il risultato del Referendum il comparto dei giochi potrà conoscere le prime stime “concrete” sulle quote di “contribuzione” che verranno richieste al settore per il prossimo anno. Ma, sopratutto, conoscerà i contenuti “questa volta definitivi” del piano di riordino che una volta ottenuto l’ok dalla Conferenza Unificata dovrà trovare attuazione proprio nella Legge di Stabilità del 2017.

E da qui si svilupperà, questa volta sul serio, il prossimo futuro del mondo del gioco d’azzardo pubblico e dei migliori casino online con bonus e promozioni valide, le sue norme, le sue restrizioni e tutto quanto sarà regolarizzato e riformato da una Legge nazionale che finalmente tratterà il settore da Nord a Sud e da Est ad Ovest in modo omogeneo ed equilibrato. Se tutto questo si realizzerà, poi, senza “troppo dolore” ben venga il “giorno della verità” od il giorno del Referendum che dir si voglia, anche se la paura di stravolgimenti troppo intensi e troppo “impegnativi” non possono non percorrere le fila del mondo del gioco.

Quindi, sia questa ultima settimana di ottobre, ma anche quelle successive, potrebbero veramente rivelarsi decisive con l’augurio che tra tutte le varie proposte che avranno come obbiettivo quello di generare nuove entrate, il gioco possa almeno per una volta essere “messo da parte”, evitando di tornare a parlare di “vecchi progetti” come la “Lotteria degli scontrini” che rischierebbero veramente di rendere ancora più complicata la situazione di ogni comparto. Sarebbe veramente l’ora di parlare solo di riforma del gioco e di “non giocare con il gioco”: la Stabilità lo richiede e gli operatori richiedono stabilità.

Siamo in attesa della riforma dei giochi d’azzardo

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Non ci si può sottrarre dalla sensazione di tensione e di preoccupazione affrontando questa ultima settimana di ottobre che presumibilmente “conterrà il futuro” del mondo del gioco e dei suoi operatori. Molto spesso infatti i giocatori non sanno quale casino online scegliere. Troppe attese e troppe speranze si sono riposte dal settore in questa Conferenza Unificata, per aspettarla senza emozione ed anche con uno sguardo a ciò che si potrebbe delineare per chi vuole ancora investire in questo settore e per chi ancora oggi lo ritiene un buon business. Certo che bisogna avere della gran forza d’animo per vedere ancora spiragli per buoni investimenti nel mondo gioco, però tutta la filiera ci crede ancora e crede ancora di poter trovare spazi e modi per svolgere le attività ludiche, magari con ancora più ristrettezze, magari con meno presenza sul territorio… ma con tante più certezze che la Conferenza dovrebbe “regalare”.

Come da annuncio del sottosegretario Baretta, quindi, in questi giorni di ottobre si svolgeranno gli ultimi incontri per portare a termine quello che sarà l’accordo definitivo con Regioni ed Enti Locali per il riordino del comparto e particolarmente sulla distribuzione dei giochi sul territorio. Ne uscirà un documento per le misure da inserire nella prossima manovra finanziaria che non è stata ancora completata dal Governo, ma che è stata presentata -in prima stesura, a Bruxelles e che ha, però, ricevuto diverse critiche e perplessità, ma non certamente per quanto riguarda il settore dei giochi.

Quello, però, che comincia a diventare certezza è che il gioco pubblico verrà incluso nella Legge di Stabilità, alla voce “coperture” ma questo indubbiamente non “sconvolge” il settore che è già abituato a questa “sua posizione”: settore destinatario per tirar fuori nuove entrate! Ma prima di tutto bisognerà che il Governo risolva il conflitto con gli Enti per la territorialità, conflitto che ancora oggi tiene bloccati i bandi di gara assolutamente necessari per “far quadrare i conti”. L’Esecutivo dovrà mettere in atto tutta la sua creatività (della quale è assolutamente capace!!) per inserire entrate dal gioco in questa Stabilità, quando gli stessi bandi furono già messi a bilancio nel 2016 dalla precedente manovra e, quindi, non si capisce in tutta onestà come potranno essere inseriti come “generazione di nuove entrate per il 2017”.

Quindi, dopo mesi di proposte e controproposte, mesi di discussioni, polemiche e rinvii sul mondo dei casino mobile, l’Esecutivo sembra prendere una posizione netta nel decidere di “mettere la parola fine” al tavolo degli accordi con gli Enti Locali che probabilmente “stanno tirando troppo la corda” e non vogliono rinunciare ad alcunché. Sul versante europeo però la strategia che si intravede non è certamente “quella della fretta”, ma quella di prendere tutto il tempo possibile tra chiarimenti, pareri, confronti in modo da riuscire a raggiungere il termine del 4 dicembre (referendum costituzionale) che è destinato a mutare gli equilibri nel nostro Paese e che avrà un rilevante impatto sulla strategia governativa e sulle politiche economiche e fiscali. Anche perché, come tutti dovrebbero sapere, il quesito referendario sottopone la riforma del “titolo quinto della Costituzione” che disciplina proprio il rapporto tra Stato, Regioni ed Enti Locali e, quindi, avrà un notevole risvolto anche in termini della questione territoriale di cui qualche riga più sopra.

Verso la socializzazione ed un gioco responsabile

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Prima o poi, chi ama il mondo del gioco d’azzardo pubblico e quello dei casino online più affidabili dovrà rendersi conto che il settore verrà quasi tutto convogliato nelle gaming hall, postazioni designate a raccogliere le apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro ed a raggruppare, di conseguenza, coloro che hanno in comune il divertimento del gioco nella sua espressione più valida e schietta. Sicuramente, lo scopo per cui il gioco “è nato” è proprio quello di far divertire coloro che lo desiderano e di proporre giochi sempre più innovativi, avveniristici ed accattivanti che vadano ad accontentare i desideri dei giocatori e le loro esigenze.

Quindi, in un prossimo futuro, ci si dovrà abituare non più a giocare nel bar sotto casa, dopo aver preso un buon caffè, ingannando qualche minuto con una partita con la slot machine preferita, ma in una gaming hall. Ma, in realtà, cosa ci si può attendere da queste gaming hall in generale? Senza ombra di dubbio, intrattenimento e gioco responsabile che sono i punti forti di un gioco che non vuole più essere additato come la “pestilenza del secolo” oppure come “il male di tutti i mali”: sarebbe infatti proprio ora di finirla con questi stereotipi che si è veramente stufi di vedere riferiti al gioco ed a tutto ciò che gli ruota attorno.

Questa la filosofia di base della nuova Gaming Hall Time City di Latina che la scorsa settimana ha tagliato il nastro ed ha iniziato la sua vita ludica. La posizione strategica della sala è stata studiata in un buon bacino di utenza a livello di intensità di popolazione, con locali molto belli valorizzata con i brand Time City ed Attimi che si è occupato della ristorazione. É, quindi, un luogo dove oltre al gioco si può anche pranzare e cenare visto che l’orario di apertura di questa location parte alle 8 del mattino sino alle 3 di notte. Nella sala si troveranno sessanta apparecchiature da intrattenimento tra Awp e Vlt, e ci sono tre privè. Il tutto in collaborazione con Better Slot di Lottomatica.

Il brand di Time City punta all’intrattenimento, al gioco sicuro e responsabile ed a migliorare i casino online con bonus. È vietato l’ingresso ai minori ed i visitatori sono seguiti da personale che sta frequentando corsi contro il gioco problematico in modo da essere all’altezza di qualsiasi situazione si possa rappresentare: cioè, quando l’abuso del gioco “comincia a farsi vedere”. In sostanza, Time City vuole essere un posto di riferimento assolutamente per il gioco responsabile. In una struttura come questa gaming hall fa veramente piacere riferire che si è pensato anche al flipper sportivo che è un comparto del gioco che sta accattivando tante simpatie e tanti “seguaci”. Sarà forse per la simpatia che riesce a sprigionare il suo campione del mondo, Daniele Acciari, che ha contribuito nella serata di inaugurazione alla dimostrazione di un flipper vintage.

Indubbiamente, il fatto che in questa gaming hall si sia inserito anche un divertimento come il flipper è il sintomo che si vuole puntare all’intrattenimento proprio in questo momento storico, dove la fanno da padrone l’online, i social network ed a volte si perde una buona parte di contatto umano: giochi come il flipper permettono di socializzare ed offrono opportunità di grande aggregazione.

Un problema in più per il gioco d’azzardo

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Certo tutto si poteva pensare che qualcuno, o qualcosa, “rimpiangesse l’abolizione di Equitalia” (prevista dalla manovra finanziaria del 2017): sembra veramente il colmo anche per il mondo del gioco d’azzardo e per quello dei casino migliori! Eppure è così: in effetti As.Tro associazione che tutela gli operatori del settore, evidenzia le conseguenze “dannose” che questa eliminazione (desiderata e voluta da quasi tutti i cittadini che hanno pendenze con l’Amministrazione) potrà provocare al settore ludico e spiega, naturalmente, anche la motivazione. In pratica la presenza sul territorio di Equitalia fungeva da deterrente per i contravventori alle regole del gioco lecito, sopratutto dopo le modifiche che sono state apportate, prima con la Legge n.190 (2014 e poi con la successiva legge n.208/2015 per il contrasto ai Totem ed alla violazione in materia di scommesse. E questo deterrente veniva costituito dalla struttura di Equitalia, così efficiente nel perseguire chi non ottemperava alle disposizioni sul gioco ed anche a quelle relative alla pubblicità, sempre in questo settore.

As.Tro sottolinea ancora che queste leggi dello scorso biennio hanno introdotto sanzioni pecuniarie amministrative ai siti di casino online con giochi dal vivo di importo rilevante che avevano portato parecchi contravventori a non versare spontaneamente le somme dovute e ad essere, quindi, “inseguiti” dalla struttura di Equitalia, assolutamente efficace nei “recuperi forzati”. Per quello che riguarda As.Tro (e solo, naturalmente As.Tro visto che i “normali cittadini” faranno una “danza propiziatoria” dopo la sua eliminazione) sopprimere questo Ente di riscossione significa “riportare in housing” (ossia all’Ente impositore che ha redatto la sanzione) la competenza per riscuotere i crediti, ma sopratutto obbligherà il cosiddetto Ente a fornirsi di una particolare struttura (ed anche di un modus operandi) per le azioni esecutive e le azioni cautelari che sino ad oggi sono state (così bene secondo As.Tro) eseguite da Equitalia. Una strenua difesa sino a qui di questo Ente così “discusso”, per usare un termine eufemistico!

Quindi, ciò che veniva effettuato da un unico Ente esattore nei confronti dei casino online, che in ogni caso aveva raggiunto negli anni livelli così alti di recupero da consentirgli di divenire una sorta di fonte strutturale per l’incremento del gettito erariale, nel prossimo futuro verrà affidato ad Enti diversi con dispersione di energia e di efficienza, dato che non è possibile che nuove strutture acquisiscano, in un campo così difficile attualmente come “il recupero crediti”, una competenza ed un know how validi a tal punto da non far percepire la differenza con il “vecchio Ente di recupero”.

L’attività di accertamento, nell’ambito della lotta al gioco illegale nei casino online italiani e del contrasto alla pubblicità illecita, rischia veramente di non ritrovarsi assistita come prima succedeva con Equitalia: assistenza che veniva dalla competenza del personale di questa struttura, dalla sua banca dati e dalla esperienza sin qui maturata “nell’incasso delle cartelle” di quegli operatori che sino ad ora si erano assolutamente “disinteressati” delle sanzioni ricevute.

Si pensi, come mero esempio, all’esercente che riceva una sanzione di ventimila euro per aver ospitato un totem, unitamente ad un accertamento di pari importo relativo al recupero del Prelievo da gioco che aveva eluso: la prospettiva di poter avere “mesi o forse anni” prima di dover affrontare un’azione esecutiva di recupero coatto del credito, fa svanire la deterrenza della stessa sanzione in proporzione “ai 60 giorni dalla ricezione della cartella” che la struttura di Equitalia imponeva. Per forza che l’annullamento di Equitalia sarà rimpianta dal mondo del gioco… ma solo da quello si crede!

Il bilancio sui controlli al gioco d’azzardo

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Si parla di norme, ordinanze, leggi, riforme per quello che riguarda il gioco d’azzardo ed i migliori siti italiani di casino online in generale. Si parla di Comuni e di Sindaci che fanno “il buono ed il cattivo tempo” con i loro regolamenti. Si parla, infine, anche degli operatori che sono tartassati da nuove imposizioni fiscali, cambiamenti di parco macchinette, restrizioni orarie. Bene, tutto questo per regolamentare il mondo del gioco d’azzardo: ma, alla fine, bisognerebbe anche “tirare una sorta di bilancio” di ciò che viene fatto per controllare se ciò che si è studiato e messo “sul piatto” viene ottemperato dai diretti interessati ed in quale proporzione vengono effettuati i controlli da parte delle varie Forze dell’Ordine, preposte a questo scopo.

Ecco, quindi, che il Ministro dell’Economia fornisce i dati relativi ai controlli sul gioco e sui casino online affidabili effettuati nel 2015: nell’intero settore sono stati effettuati più di 47mila controlli con un incremento rispetto all’anno precedente di un 10% circa. Per quello che riguarda, in particolare, gli apparecchi da intrattenimento sono stati effettuati 26.572 controlli sul totale di oltre 100mila esercizi presso i quali sono “ospitati” gli apparecchi e l’attività di scommessa. Questi, sono indubbiamente i comparti più a rischio ed i controlli hanno consentito di accertare, a livello amministrativo, 1.443 violazioni che hanno portato all’elevazione di sanzioni per un totale di 16.570.000 euro. Sotto il profilo penale sono state contestate 642 violazioni con conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 608 soggetti ed il sequestro di esercizi e di apparecchi.

Per quanto riguarda l’efficacia delle attività di controllo sui casino online legali ad opera dell’Area Monopoli, si evidenzia che questa è di estremo interesse e “redditizia”. Il risultato ottenuto deriva dalla predisposizione di un piano di interventi selezionati sulla base di un’analisi dei rischi di settore che si focalizza con controlli mirati sopratutto per quel che concerne gli apparecchi da intrattenimento dove, onestamente, si sono più concentrati i controlli. Nell’ambito dell’attività di contrasto all’illegalità nel campo dei giochi e delle scommesse, anche online, la Guardia di Finanza lo scorso anno ha avuto un gran bel da fare: sforzo che ha portato a verbalizzare 6.103 soggetti. L’Autorità Giudiziaria ha, da parte sua, concluso 61 deleghe di indagine ed a seguito di tali attività si è provveduto al sequestro di 576 apparecchi e congegni da intrattenimento irregolari nonché 1.224 punti clandestini per la raccolta di scommesse.

Ci sembra anche doveroso segnalare che il segmento dei Centri di Trasmissione Dati, valido anche per il settore dei casino online sicuri aams, lo scorso anno è stato un obbiettivo “quasi primario” per gli accertamenti da parte delle Forze dell’Ordine, in quanto si voleva tenere sotto controllo chi aveva aderito alla sanatoria proposta dal Governo e monitora chi invece non vi aveva aderito. Ovviamente il fenomeno della diffusione dei Centri di Trasmissione Dati è un canale privilegiato ed utilizzato dagli allibratori esteri che naturalmente sono sprovvisti di licenza di Pubblica Sicurezza per la promozione in Italia di scommesse. Bisogna ricordare, però, che la Legge n, 190/2014 ha introdotto una procedura di emersione per gli operatori che offrono appunto scommesse per conto di bookmaker esteri senza autorizzazione alcuna. I dati che sono a disposizione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riguardano in questo senso circa 2200 punti, e non sono certamente pochi.

Nuova sanatoria per il centro trasmissione dati

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Si è assolutamente sicuri che il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta sia l’unico destinatario ed interlocutore “preferito” da tutti coloro che vogliono sapere qualcosa di più sulla “vita e sul futuro” del mondo del gioco d’azzardo e dei casino online. E certamente mai, ma particolarmente in questo periodo, questo “povero sottosegretario” è soggetto a subire domande ed interrogazioni da ogni parte e, si ritiene che sia assolutamente preparato ai vari fuochi di fila di richieste che gli vengono sottoposte. Il mondo-gioco a lui si riferisce come ad un “faro” nella notte o nella tempesta (termine che forse più si attanaglia al gioco in questo momento) ed in lui vengono riposte quasi tutte le speranze degli operatori. Tutti guardano alla Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali di cui “lui” è la parte che più protende per la salvaguardia, almeno di una parte, del settore ludico. Baretta ha cercato, cerca e cercherà di far “quadrare il cerchio” e, quindi, si vedrà “la quadra” dove porterà e, sopratutto, chi potrà rientrare in essa.

Ma qui, ora, si vuole parlare della possibilità di una nuova sanatoria, anche per i siti italiani di casino online, per quello che riguarda i Centri di Trasmissione Dati che, certamente, nelle prime due “edizioni” a qualcosa hanno portato (ma non certamente i numeri che ci si aspettava) ed hanno portato una emersione del sommerso che può aver concretizzato una tiepida soddisfazione. Ora, ci si trova, forse, nel dilemma di “studiarne” un’altra di questa sanatoria… e vedere l’effetto che fa. Quindi, Baretta si trova a rispondere ad una interrogazione relativamente a questa ipotesi e sottolinea che questa comporta valutazioni particolarmente delicate che non consentiranno, probabilmente, di affrontare la tematica in sede della manovra di bilancio per il 2017.

In virtù di questa risposta, bisognerebbe anche considerare che, contrariamente a quanto era stato affermato qualche mese fa, l’Esecutivo ha preso in esame la possibilità di una “terza sanatoria” dei migliori casino online anche se, come detto, i risultati delle precedenti “edizioni” non hanno lasciato il Governo particolarmente soddisfatto. Però, questo è tempo di finanziaria, tempo di ricerca di coperture a destra ed a sinistra e forse anche tempo di “non guardare poi tanto per il sottile” e vedere effettivamente se si riuscirà (contrariamente a quanto anticipato da Baretta) ad inserire questa “mini copertura” nella Stabilità 2017.

In ogni caso, il sottosegretario ha risposto, come riferito più sopra, e quindi bisogna tenere presente le sue parole visto che sino ad ora, più o meno, la parola sin qui è stata mantenuta, ritardi calcolati permettendo. In più, sempre in questa interrogazione, veniva richiesto a Pier Paolo Baretta “quali poste siano derivate ed incamerate dai totem” spesso facenti parte della struttura dei Centri di Trasmissione Dati ed altri giochi irregolari, poste quantificate all’incirca in 540 milioni di euro. La risposta ha richiamato i dati contenuti in relazione a quanto inserito nel Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In realtà i punti vendita ed i casino online con bonus regolarizzati sono stati circa duemila, punti che già erano inseriti sul territorio nazionale, ma “dall’altra parte della barricata” e quindi nell’ambito della rete illegale: sono derivate entrate per 44 milioni di euro, nonché un ulteriore pari importo a titolo di imposta. Questi dati si riferiscono all’anno 2015 ed alla sanatoria di quel periodo.