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L’antiriciclaggio ed il mondo dei casino online

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La problematica dell’antiriciclaggio e su quale casino online mi consigliate è sempre in “prima linea” nell’attenzione del Comitato di Sicurezza Finanziaria che in questi giorni ha presentato la propria relazione al Parlamento, relazione appunto svolta sulle attività nel 2015 in materia di antiriciclaggio e che si sofferma e “staziona” anche nel mondo del gioco d’azzardo “da sempre” settore preferito dalla malavita per riciclare il proprio “danaro sporco” e nel quale (settore del gioco d’azzardo) sembra che la stessa malavita “ci sguazzi” a suo piacere, esattamente come un pesce in un acquario. Lì, nel gioco, la malavita vede il suo habitat naturale per potersi “ripulire” ed anche innescare manovre di usura nella quale ricadono purtroppo tanti “giocatori compulsivi” che non prendono naturalmente il gioco per divertimento ma come una sfida per poter agguantare la sopravvivenza quotidiana ed il risolvere i propri problemi economici.

Giusto, quindi, che il Comitato di Sicurezza Finanziaria “stazioni” nel settore del gioco e “vi faccia le pulci” e che rilevi che circa l’80% delle segnalazioni trasmesse sia inoltrato da gestori di giochi e scommesse, categoria presso la quale la UIF ha condotto negli ultimi anni “specifiche iniziative ispettive”. Questo dettaglio emerge appunto dalla Relazione che è stata inviata al Ministro Pier Carlo Padoan al Parlamento, relazione che evidenzia come nella prospettiva di analisi riferita ai settori economici, si confermano particolarmente esposti i comparti di giochi e scommesse, compro-oro, smaltimento rifiuti, edilizia, sanità nonché quelli ad elevata intensità di capitali pubblici. Ancora, nella Relazione, si sottolinea che le tipologie più diffuse di segnalazioni riguardano “transazioni in contanti, bonifici esteri ed operatività di specifiche categorie come le case da gioco ed i casinò”.

Come anticipato una sorta di “capitolo” è destinato nella relazione al comparto giochi e scommesse sul quale è stato espresso un “focus” particolareggiato: le forme di gioco su rete fisica si confermano rigonfie di innumerevoli anomalie ed il maggior numero di volte sono riconducibili proprio nella rete commerciale di cui si avvalgono i concessionari di gioco. Infatti, molto frequentemente, sono state evidenziate situazioni riconducibili a carenza nell’adeguata verifica della clientela da parte dei punti di vendita di gioco, riluttanti a fornire ai concessionari la documentazione adatta per identificare la clientela: cosa peraltro richiesta dalla legge.

Anche l’utilizzo veramente improprio dei ticket emessi dalle Vlt e dai nuovi casino online è un fenomeno che riveste una certa ricorrenza. Sono assai frequenti i casi in cui l’erogazione di questo ticket avviene con il solo inserimento di banconote, ma in assoluta assenza di una giocata reale e anche quelli relativi a vincitori abituali che operano presso lo stesso gestore che potrebbero anche essere indicativi di un “mercato occulto” dei ticket vincenti. Si evidenzia, anche, che i ticket a volte non vengono riscossi dopo la loro emissione, ma rimangono inutilizzati sino quasi alla loro scadenza (che è di 90 giorni dalla emissione), per poi essere rinnovati mediante il reinserimento in un apparecchio Vlt.

Questa modalità viene continuata nel tempo e si presta a trasferimenti di contante tra privati dietro “lo scambio di questi titoli” ed aggirando le regole di identificazione. Nell’ambito del gioco online, emerge che le piattaforme di altri Paesi comunitari possono determinare vulnerabilità molto significative nel sistema antiriciclaggio in quanto i loro flussi finanziari sfuggono al monitoraggio delle autorità italiane.

L’ora della verità per il gioco d’azzardo

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Oltre ad avvicinarsi la “data fatidica” per la chiusura dell’accordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali ed “avvicinarsi, quindi, il futuro del gioco e dei casino online dove si vince di più”, non si può dimenticare che tra un mesetto vi sarà anche il Referendum che potrebbe cambiare tutte le strategie del Governo e far trovare il settore del gioco pubblico in situazioni magari diverse dalle attuali, già particolarmente ristrette e condizionate. Il Referendum tratterà anche del “titolo quinto della Costituzione” che disciplina proprio il rapporto tra Stato, Regioni ed Enti Locali: rapporto che ora è “pessimo” e che è lo scoglio contro il quale si sono infrante tutte le proposte sottoposte dal Governo e che gli stessi Enti hanno preso in considerazione, ma probabilmente non hanno apprezzato.

Certamente, la presa di posizione del sottosegretario Pier Paolo Baretta nel voler chiudere nell’ultima settimana di ottobre l’accordo con i detti Enti è un “voler giocare d’anticipo”, temendo che con il Referendum le cose per il gioco (ed anche per altro) si potrebbero ancora di più complicare… e questa sarebbe veramente una catastrofe per tutta la filiera, industrie, operatori e gestori in blocco. Allora Baretta “spinge” affinché tutto si sistemi prima del 4 dicembre per affrontare il “minore dei mali”, oppure perché vuole mettersi la questione gioco dietro le spalle e vuole affrontare il Referendum con “più calma” (anche se si crede che la parola calma con il Referendum poco abbia a che fare).

Il “giorno della verità” per il gioco, passa dal 27 ottobre al 5 dicembre prossimi, quando si potrebbe avere la “nascita di una nuova Nazione”, e bisognerà poi constatare se migliore o peggiore, ma questo si potrà vedere “solo vivendo”. Ma dopo quell’alba la faccenda (per tutti, ma particolarmente per il gioco) si farà assai seria perché dopo il risultato del Referendum il comparto dei giochi potrà conoscere le prime stime “concrete” sulle quote di “contribuzione” che verranno richieste al settore per il prossimo anno. Ma, sopratutto, conoscerà i contenuti “questa volta definitivi” del piano di riordino che una volta ottenuto l’ok dalla Conferenza Unificata dovrà trovare attuazione proprio nella Legge di Stabilità del 2017.

E da qui si svilupperà, questa volta sul serio, il prossimo futuro del mondo del gioco d’azzardo pubblico e dei migliori casino online con bonus e promozioni valide, le sue norme, le sue restrizioni e tutto quanto sarà regolarizzato e riformato da una Legge nazionale che finalmente tratterà il settore da Nord a Sud e da Est ad Ovest in modo omogeneo ed equilibrato. Se tutto questo si realizzerà, poi, senza “troppo dolore” ben venga il “giorno della verità” od il giorno del Referendum che dir si voglia, anche se la paura di stravolgimenti troppo intensi e troppo “impegnativi” non possono non percorrere le fila del mondo del gioco.

Quindi, sia questa ultima settimana di ottobre, ma anche quelle successive, potrebbero veramente rivelarsi decisive con l’augurio che tra tutte le varie proposte che avranno come obbiettivo quello di generare nuove entrate, il gioco possa almeno per una volta essere “messo da parte”, evitando di tornare a parlare di “vecchi progetti” come la “Lotteria degli scontrini” che rischierebbero veramente di rendere ancora più complicata la situazione di ogni comparto. Sarebbe veramente l’ora di parlare solo di riforma del gioco e di “non giocare con il gioco”: la Stabilità lo richiede e gli operatori richiedono stabilità.

Siamo in attesa della riforma dei giochi d’azzardo

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Non ci si può sottrarre dalla sensazione di tensione e di preoccupazione affrontando questa ultima settimana di ottobre che presumibilmente “conterrà il futuro” del mondo del gioco e dei suoi operatori. Molto spesso infatti i giocatori non sanno quale casino online scegliere. Troppe attese e troppe speranze si sono riposte dal settore in questa Conferenza Unificata, per aspettarla senza emozione ed anche con uno sguardo a ciò che si potrebbe delineare per chi vuole ancora investire in questo settore e per chi ancora oggi lo ritiene un buon business. Certo che bisogna avere della gran forza d’animo per vedere ancora spiragli per buoni investimenti nel mondo gioco, però tutta la filiera ci crede ancora e crede ancora di poter trovare spazi e modi per svolgere le attività ludiche, magari con ancora più ristrettezze, magari con meno presenza sul territorio… ma con tante più certezze che la Conferenza dovrebbe “regalare”.

Come da annuncio del sottosegretario Baretta, quindi, in questi giorni di ottobre si svolgeranno gli ultimi incontri per portare a termine quello che sarà l’accordo definitivo con Regioni ed Enti Locali per il riordino del comparto e particolarmente sulla distribuzione dei giochi sul territorio. Ne uscirà un documento per le misure da inserire nella prossima manovra finanziaria che non è stata ancora completata dal Governo, ma che è stata presentata -in prima stesura, a Bruxelles e che ha, però, ricevuto diverse critiche e perplessità, ma non certamente per quanto riguarda il settore dei giochi.

Quello, però, che comincia a diventare certezza è che il gioco pubblico verrà incluso nella Legge di Stabilità, alla voce “coperture” ma questo indubbiamente non “sconvolge” il settore che è già abituato a questa “sua posizione”: settore destinatario per tirar fuori nuove entrate! Ma prima di tutto bisognerà che il Governo risolva il conflitto con gli Enti per la territorialità, conflitto che ancora oggi tiene bloccati i bandi di gara assolutamente necessari per “far quadrare i conti”. L’Esecutivo dovrà mettere in atto tutta la sua creatività (della quale è assolutamente capace!!) per inserire entrate dal gioco in questa Stabilità, quando gli stessi bandi furono già messi a bilancio nel 2016 dalla precedente manovra e, quindi, non si capisce in tutta onestà come potranno essere inseriti come “generazione di nuove entrate per il 2017”.

Quindi, dopo mesi di proposte e controproposte, mesi di discussioni, polemiche e rinvii sul mondo dei casino mobile, l’Esecutivo sembra prendere una posizione netta nel decidere di “mettere la parola fine” al tavolo degli accordi con gli Enti Locali che probabilmente “stanno tirando troppo la corda” e non vogliono rinunciare ad alcunché. Sul versante europeo però la strategia che si intravede non è certamente “quella della fretta”, ma quella di prendere tutto il tempo possibile tra chiarimenti, pareri, confronti in modo da riuscire a raggiungere il termine del 4 dicembre (referendum costituzionale) che è destinato a mutare gli equilibri nel nostro Paese e che avrà un rilevante impatto sulla strategia governativa e sulle politiche economiche e fiscali. Anche perché, come tutti dovrebbero sapere, il quesito referendario sottopone la riforma del “titolo quinto della Costituzione” che disciplina proprio il rapporto tra Stato, Regioni ed Enti Locali e, quindi, avrà un notevole risvolto anche in termini della questione territoriale di cui qualche riga più sopra.

Verso la socializzazione ed un gioco responsabile

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Prima o poi, chi ama il mondo del gioco d’azzardo pubblico e quello dei casino online più affidabili dovrà rendersi conto che il settore verrà quasi tutto convogliato nelle gaming hall, postazioni designate a raccogliere le apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro ed a raggruppare, di conseguenza, coloro che hanno in comune il divertimento del gioco nella sua espressione più valida e schietta. Sicuramente, lo scopo per cui il gioco “è nato” è proprio quello di far divertire coloro che lo desiderano e di proporre giochi sempre più innovativi, avveniristici ed accattivanti che vadano ad accontentare i desideri dei giocatori e le loro esigenze.

Quindi, in un prossimo futuro, ci si dovrà abituare non più a giocare nel bar sotto casa, dopo aver preso un buon caffè, ingannando qualche minuto con una partita con la slot machine preferita, ma in una gaming hall. Ma, in realtà, cosa ci si può attendere da queste gaming hall in generale? Senza ombra di dubbio, intrattenimento e gioco responsabile che sono i punti forti di un gioco che non vuole più essere additato come la “pestilenza del secolo” oppure come “il male di tutti i mali”: sarebbe infatti proprio ora di finirla con questi stereotipi che si è veramente stufi di vedere riferiti al gioco ed a tutto ciò che gli ruota attorno.

Questa la filosofia di base della nuova Gaming Hall Time City di Latina che la scorsa settimana ha tagliato il nastro ed ha iniziato la sua vita ludica. La posizione strategica della sala è stata studiata in un buon bacino di utenza a livello di intensità di popolazione, con locali molto belli valorizzata con i brand Time City ed Attimi che si è occupato della ristorazione. É, quindi, un luogo dove oltre al gioco si può anche pranzare e cenare visto che l’orario di apertura di questa location parte alle 8 del mattino sino alle 3 di notte. Nella sala si troveranno sessanta apparecchiature da intrattenimento tra Awp e Vlt, e ci sono tre privè. Il tutto in collaborazione con Better Slot di Lottomatica.

Il brand di Time City punta all’intrattenimento, al gioco sicuro e responsabile ed a migliorare i casino online con bonus. È vietato l’ingresso ai minori ed i visitatori sono seguiti da personale che sta frequentando corsi contro il gioco problematico in modo da essere all’altezza di qualsiasi situazione si possa rappresentare: cioè, quando l’abuso del gioco “comincia a farsi vedere”. In sostanza, Time City vuole essere un posto di riferimento assolutamente per il gioco responsabile. In una struttura come questa gaming hall fa veramente piacere riferire che si è pensato anche al flipper sportivo che è un comparto del gioco che sta accattivando tante simpatie e tanti “seguaci”. Sarà forse per la simpatia che riesce a sprigionare il suo campione del mondo, Daniele Acciari, che ha contribuito nella serata di inaugurazione alla dimostrazione di un flipper vintage.

Indubbiamente, il fatto che in questa gaming hall si sia inserito anche un divertimento come il flipper è il sintomo che si vuole puntare all’intrattenimento proprio in questo momento storico, dove la fanno da padrone l’online, i social network ed a volte si perde una buona parte di contatto umano: giochi come il flipper permettono di socializzare ed offrono opportunità di grande aggregazione.

Un problema in più per il gioco d’azzardo

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Certo tutto si poteva pensare che qualcuno, o qualcosa, “rimpiangesse l’abolizione di Equitalia” (prevista dalla manovra finanziaria del 2017): sembra veramente il colmo anche per il mondo del gioco d’azzardo e per quello dei casino migliori! Eppure è così: in effetti As.Tro associazione che tutela gli operatori del settore, evidenzia le conseguenze “dannose” che questa eliminazione (desiderata e voluta da quasi tutti i cittadini che hanno pendenze con l’Amministrazione) potrà provocare al settore ludico e spiega, naturalmente, anche la motivazione. In pratica la presenza sul territorio di Equitalia fungeva da deterrente per i contravventori alle regole del gioco lecito, sopratutto dopo le modifiche che sono state apportate, prima con la Legge n.190 (2014 e poi con la successiva legge n.208/2015 per il contrasto ai Totem ed alla violazione in materia di scommesse. E questo deterrente veniva costituito dalla struttura di Equitalia, così efficiente nel perseguire chi non ottemperava alle disposizioni sul gioco ed anche a quelle relative alla pubblicità, sempre in questo settore.

As.Tro sottolinea ancora che queste leggi dello scorso biennio hanno introdotto sanzioni pecuniarie amministrative ai siti di casino online con giochi dal vivo di importo rilevante che avevano portato parecchi contravventori a non versare spontaneamente le somme dovute e ad essere, quindi, “inseguiti” dalla struttura di Equitalia, assolutamente efficace nei “recuperi forzati”. Per quello che riguarda As.Tro (e solo, naturalmente As.Tro visto che i “normali cittadini” faranno una “danza propiziatoria” dopo la sua eliminazione) sopprimere questo Ente di riscossione significa “riportare in housing” (ossia all’Ente impositore che ha redatto la sanzione) la competenza per riscuotere i crediti, ma sopratutto obbligherà il cosiddetto Ente a fornirsi di una particolare struttura (ed anche di un modus operandi) per le azioni esecutive e le azioni cautelari che sino ad oggi sono state (così bene secondo As.Tro) eseguite da Equitalia. Una strenua difesa sino a qui di questo Ente così “discusso”, per usare un termine eufemistico!

Quindi, ciò che veniva effettuato da un unico Ente esattore nei confronti dei casino online, che in ogni caso aveva raggiunto negli anni livelli così alti di recupero da consentirgli di divenire una sorta di fonte strutturale per l’incremento del gettito erariale, nel prossimo futuro verrà affidato ad Enti diversi con dispersione di energia e di efficienza, dato che non è possibile che nuove strutture acquisiscano, in un campo così difficile attualmente come “il recupero crediti”, una competenza ed un know how validi a tal punto da non far percepire la differenza con il “vecchio Ente di recupero”.

L’attività di accertamento, nell’ambito della lotta al gioco illegale nei casino online italiani e del contrasto alla pubblicità illecita, rischia veramente di non ritrovarsi assistita come prima succedeva con Equitalia: assistenza che veniva dalla competenza del personale di questa struttura, dalla sua banca dati e dalla esperienza sin qui maturata “nell’incasso delle cartelle” di quegli operatori che sino ad ora si erano assolutamente “disinteressati” delle sanzioni ricevute.

Si pensi, come mero esempio, all’esercente che riceva una sanzione di ventimila euro per aver ospitato un totem, unitamente ad un accertamento di pari importo relativo al recupero del Prelievo da gioco che aveva eluso: la prospettiva di poter avere “mesi o forse anni” prima di dover affrontare un’azione esecutiva di recupero coatto del credito, fa svanire la deterrenza della stessa sanzione in proporzione “ai 60 giorni dalla ricezione della cartella” che la struttura di Equitalia imponeva. Per forza che l’annullamento di Equitalia sarà rimpianta dal mondo del gioco… ma solo da quello si crede!

Il bilancio sui controlli al gioco d’azzardo

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Si parla di norme, ordinanze, leggi, riforme per quello che riguarda il gioco d’azzardo ed i migliori siti italiani di casino online in generale. Si parla di Comuni e di Sindaci che fanno “il buono ed il cattivo tempo” con i loro regolamenti. Si parla, infine, anche degli operatori che sono tartassati da nuove imposizioni fiscali, cambiamenti di parco macchinette, restrizioni orarie. Bene, tutto questo per regolamentare il mondo del gioco d’azzardo: ma, alla fine, bisognerebbe anche “tirare una sorta di bilancio” di ciò che viene fatto per controllare se ciò che si è studiato e messo “sul piatto” viene ottemperato dai diretti interessati ed in quale proporzione vengono effettuati i controlli da parte delle varie Forze dell’Ordine, preposte a questo scopo.

Ecco, quindi, che il Ministro dell’Economia fornisce i dati relativi ai controlli sul gioco e sui casino online affidabili effettuati nel 2015: nell’intero settore sono stati effettuati più di 47mila controlli con un incremento rispetto all’anno precedente di un 10% circa. Per quello che riguarda, in particolare, gli apparecchi da intrattenimento sono stati effettuati 26.572 controlli sul totale di oltre 100mila esercizi presso i quali sono “ospitati” gli apparecchi e l’attività di scommessa. Questi, sono indubbiamente i comparti più a rischio ed i controlli hanno consentito di accertare, a livello amministrativo, 1.443 violazioni che hanno portato all’elevazione di sanzioni per un totale di 16.570.000 euro. Sotto il profilo penale sono state contestate 642 violazioni con conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 608 soggetti ed il sequestro di esercizi e di apparecchi.

Per quanto riguarda l’efficacia delle attività di controllo sui casino online legali ad opera dell’Area Monopoli, si evidenzia che questa è di estremo interesse e “redditizia”. Il risultato ottenuto deriva dalla predisposizione di un piano di interventi selezionati sulla base di un’analisi dei rischi di settore che si focalizza con controlli mirati sopratutto per quel che concerne gli apparecchi da intrattenimento dove, onestamente, si sono più concentrati i controlli. Nell’ambito dell’attività di contrasto all’illegalità nel campo dei giochi e delle scommesse, anche online, la Guardia di Finanza lo scorso anno ha avuto un gran bel da fare: sforzo che ha portato a verbalizzare 6.103 soggetti. L’Autorità Giudiziaria ha, da parte sua, concluso 61 deleghe di indagine ed a seguito di tali attività si è provveduto al sequestro di 576 apparecchi e congegni da intrattenimento irregolari nonché 1.224 punti clandestini per la raccolta di scommesse.

Ci sembra anche doveroso segnalare che il segmento dei Centri di Trasmissione Dati, valido anche per il settore dei casino online sicuri aams, lo scorso anno è stato un obbiettivo “quasi primario” per gli accertamenti da parte delle Forze dell’Ordine, in quanto si voleva tenere sotto controllo chi aveva aderito alla sanatoria proposta dal Governo e monitora chi invece non vi aveva aderito. Ovviamente il fenomeno della diffusione dei Centri di Trasmissione Dati è un canale privilegiato ed utilizzato dagli allibratori esteri che naturalmente sono sprovvisti di licenza di Pubblica Sicurezza per la promozione in Italia di scommesse. Bisogna ricordare, però, che la Legge n, 190/2014 ha introdotto una procedura di emersione per gli operatori che offrono appunto scommesse per conto di bookmaker esteri senza autorizzazione alcuna. I dati che sono a disposizione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riguardano in questo senso circa 2200 punti, e non sono certamente pochi.

Nuova sanatoria per il centro trasmissione dati

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Si è assolutamente sicuri che il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta sia l’unico destinatario ed interlocutore “preferito” da tutti coloro che vogliono sapere qualcosa di più sulla “vita e sul futuro” del mondo del gioco d’azzardo e dei casino online. E certamente mai, ma particolarmente in questo periodo, questo “povero sottosegretario” è soggetto a subire domande ed interrogazioni da ogni parte e, si ritiene che sia assolutamente preparato ai vari fuochi di fila di richieste che gli vengono sottoposte. Il mondo-gioco a lui si riferisce come ad un “faro” nella notte o nella tempesta (termine che forse più si attanaglia al gioco in questo momento) ed in lui vengono riposte quasi tutte le speranze degli operatori. Tutti guardano alla Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali di cui “lui” è la parte che più protende per la salvaguardia, almeno di una parte, del settore ludico. Baretta ha cercato, cerca e cercherà di far “quadrare il cerchio” e, quindi, si vedrà “la quadra” dove porterà e, sopratutto, chi potrà rientrare in essa.

Ma qui, ora, si vuole parlare della possibilità di una nuova sanatoria, anche per i siti italiani di casino online, per quello che riguarda i Centri di Trasmissione Dati che, certamente, nelle prime due “edizioni” a qualcosa hanno portato (ma non certamente i numeri che ci si aspettava) ed hanno portato una emersione del sommerso che può aver concretizzato una tiepida soddisfazione. Ora, ci si trova, forse, nel dilemma di “studiarne” un’altra di questa sanatoria… e vedere l’effetto che fa. Quindi, Baretta si trova a rispondere ad una interrogazione relativamente a questa ipotesi e sottolinea che questa comporta valutazioni particolarmente delicate che non consentiranno, probabilmente, di affrontare la tematica in sede della manovra di bilancio per il 2017.

In virtù di questa risposta, bisognerebbe anche considerare che, contrariamente a quanto era stato affermato qualche mese fa, l’Esecutivo ha preso in esame la possibilità di una “terza sanatoria” dei migliori casino online anche se, come detto, i risultati delle precedenti “edizioni” non hanno lasciato il Governo particolarmente soddisfatto. Però, questo è tempo di finanziaria, tempo di ricerca di coperture a destra ed a sinistra e forse anche tempo di “non guardare poi tanto per il sottile” e vedere effettivamente se si riuscirà (contrariamente a quanto anticipato da Baretta) ad inserire questa “mini copertura” nella Stabilità 2017.

In ogni caso, il sottosegretario ha risposto, come riferito più sopra, e quindi bisogna tenere presente le sue parole visto che sino ad ora, più o meno, la parola sin qui è stata mantenuta, ritardi calcolati permettendo. In più, sempre in questa interrogazione, veniva richiesto a Pier Paolo Baretta “quali poste siano derivate ed incamerate dai totem” spesso facenti parte della struttura dei Centri di Trasmissione Dati ed altri giochi irregolari, poste quantificate all’incirca in 540 milioni di euro. La risposta ha richiamato i dati contenuti in relazione a quanto inserito nel Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In realtà i punti vendita ed i casino online con bonus regolarizzati sono stati circa duemila, punti che già erano inseriti sul territorio nazionale, ma “dall’altra parte della barricata” e quindi nell’ambito della rete illegale: sono derivate entrate per 44 milioni di euro, nonché un ulteriore pari importo a titolo di imposta. Questi dati si riferiscono all’anno 2015 ed alla sanatoria di quel periodo.

Riduzione dei costi per il Casino di Campione

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Il Casinò legale di Campione naviga in acque assai agitate: si potrebbe anche dire che sono acque nelle quali ormai questa struttura è abituata a bordeggiare già da un po’, anche se è triste fare questa affermazione, ma ahimè, è la realtà. I dipendenti bocciano l’ipotesi di un accordo per la riduzione dei costi aziendali e c’è davvero tanta incertezza: non solo, ma bisognerebbe risolvere questa situazione in breve tempo perché è particolarmente delicata e presta il fianco ad attacchi di ogni genere e da parte di “tutti”. Non è la prima volta che questo succede nel comparto dei casinò tricolori: i dipendenti si mettono di traverso alle decisioni prese dai rispettivi sindacati che li rappresentano.

E si sottolinea, non è la prima volta che tra azienda e sindacati si trovi una ipotesi di accordo sulla riduzione del costo del lavoro, cioè abbassando lo stipendio di tutti in modo da scongiurare il ricorso a procedure di licenziamento e questo accordo viene bocciato dagli interessati, andando a mettere in pericolo non direttamente l’azienda ma la credibilità di coloro che dovrebbero rappresentare i dipendenti ed i loro interessi. L’esito di questa “alzata di scudi” è però ciò che più colpisce in questa faccenda: rispetto all’accordo in essere che scadrà la prossima fine di ottobre quello proposto dai sindacati era un accordo migliorativo, pur toccando la totalità dei dipendenti. Quindi, non impiego a tempo pieno, ma ridotto e con stipendi che rimangono, senza ombra di dubbio, dignitosi sia per il lavoratore che per la relativa famiglia.

In ogni caso, il parere contrario dei dipendenti è stato espresso in modo democratico e l’esito di questo “voto” non si può discutere. Anzi, è stata espressa una forte critica all’operato dei sindacati e, sopratutto, a quello aziendale tanto più che questa situazione di regime di solidarietà si trascina da anni e, certamente, non può rendere il personale tranquillo e sereno, ma lo ha reso sempre più critico ed agguerrito.

Non piace assolutamente ai più il modo di gestire l’azienda e, quindi, quando è stato proposto questo accordo è stato rifiutato perché non ritenuto migliorativo oppure perché non poteva in ogni caso garantire la quadratura dei conti? Bisognerebbe anche sapere se i dipendenti hanno anch’essa nel cuore oppure no. Non bisognerebbe essere demagogici o troppo “solidaristi”, ma in alcuni casi bisognerebbe mettersi anche nei panni di chi per tanto tempo vive nella precarietà pur facendo parte del cosiddetto mondo “dorato dei casinò”. E questa è voce comune. Quando si parla di gioco si immagina tutto sfavillante come le apparecchiature che lo compongono.

Forse, in realtà, non è piaciuta la scadenza di sedici mesi e, probabilmente, si sarebbe preferito averla più breve anche perché il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione scadrà con l’approvazione del bilancio 2016 ed i dipendenti del casinò si sono sentiti un poco presi in giro… In ogni caso la “vecchia esperienza” insegna che dopo “la presa di posizione dei dipendenti” tra le aziende ed i sindacati l’accordo si è poi trovato in un secondo momento per scongiurare i licenziamenti ed i lavoratori, dopo essersi scambiati i personali punti di vista ed aver manifestato il loro pensiero, abbiano poi accettato, anche se riluttanti, quello che i sindacati avevano loro proposto.

Partita la privatizzazione per il Casino di Saint Vincent

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Forse perché se ne continua a parlare… ma la riforma del gioco non arriva mai, e magari potrebbe comprendere anche quella dei casinò tricolore, e dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato, definitivamente, il decreto legislativo sulle partecipate, in Val d’Aosta si prendono iniziative “personali” ed il Governo Regionale muove i primi passi verso il raggiungimento di un obbiettivo particolarmente mirato che era inserito nelle sue nuove linee programmatiche: l’affidamento in gestione del Saint Vincent Resort & Casino. O, meglio, per iniziare la gestione della parte alberghiera o quanto meno per avviare la valutazione di questo percorso che si sta rendendo sempre più necessario per un futuro della struttura.

Parlare e parlare e promettere: queste sono state sino ad ora le “azioni” dell’Esecutivo relativamente al comparto dei casinò, ma nulla di concreto è stato fatto in questo senso. E neppure in senso generico per il mondo del gioco d’azzardo: come si sa è tutto rinviato a settembre quando si spera che in Conferenza Unificata “qualcosa” salti fuori! Ma nel frattempo i casinò tricolore, tutti e quattro, non navigano in acque molto tranquille ed ognuno deve guardare al proprio orticello, ai propri sindacati, ai propri profitti e quindi, anche se può sembrare brutto, ognuno dei casinò deve egoisticamente pensare a sé stesso.

In ogni caso, i dettagli di queste valutazioni da parte del Saint Vincent Resort & Casino non sono arrivati alle orecchie dei più. Pare solo che vi sia stata una visita al Casinò di alcuni funzionari di Hard Rock e che la trattativa sia portata avanti personalmente dall’assessore al bilancio e dal Governatore Augusto Rollandin. Ovviamente, i due personaggi interessati non hanno fatto trapelare alcunché e si guardano bene dal rilasciare ulteriori informazioni né tanto meno chiarimenti. Anche i Sindacati stanno zitti e non hanno rilasciato dichiarazioni mentre in altri momenti, ed anche in altri casinò, è bastata una minima trattativa in “forse” che già gli “scudi sindacali” erano alzati.

Fin qui quello che si sa: si aggiunge soltanto una breve dichiarazione di Augusto Rollandin che ha confermato che qualche contatto c’è stato. E pensare che, come detto qualche riga più sopra, che a Venezia erano bastate poche parole del precedente sindaco su una analoga iniziativa per scatenare un putiferio e dibattiti senza fine! Oltre tutto bisognerebbe anche ricordare che il Casinò valdostano ha già avuto delle esperienze di gestioni private, e non tutte positive, con strascichi in alcuni casi assai costosi che si stanno trascinando probabilmente sino ad oggi.

Il silenzio di oggi forse è da attribuirsi alla “maturità” delle persone coinvolte o ad eccessiva prudenza non è dato sapere al momento. Certamente, l’avvio di trattative tra la proprietà ed eventuali investitori non avrebbe dovuto sorprendere più di tanto: si sa che i casinò vivono in una situazione “da risolvere” perché le spese che sono costretti a sostenere sono eccessive e vanno ad azzerare quasi gli introiti. È ovvio e naturale che se una giunta vuole valutare la fattibilità di qualcosa non lo fa solo per perdere tempo, ma per cogliere qualche reale opportunità di mercato.

Questo nuovo scenario “di trattativa” sarà ciò che si presenterà dopo la pausa estiva e la politica ed i sindacati si troveranno a confrontarsi su questo percorso ed anche con la prossima entrata in vigore del decreto sulle partecipate che impone agli enti locali di riorganizzare le proprie, cominciando da quelle in perdita.

La vera importanza del gioco d’azzardo responsabile

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La cultura del gioco ed il rapporto con il gioco responsabile sono due obbiettivi che viaggiano in parallelo e che devono essere raggiunti senza naturalmente arrivare ad atteggiamenti drastici che avrebbero indubbiamente l’effetto contrario, come si è già ampiamente dimostrato, ed è avvenuto, in alcune zone della nostra Penisola dove si è applicatala “teoria del proibizionismo” a tutto spiano… Bisognerebbe riflettere innanzi tutto che il nostro cervello nasce e vive per giocare, come un bimbo. Infatti, in ognuno di noi continua ad esistere “il bambino” che portiamo sempre con noi e che non lasciamo mai anche se non ce ne accorgiamo.

Non vi è ombra di dubbio, che parlare di gioco responsabile è l’argomento del momento, anche in virtù della riforma che si avvicina, almeno si spera, e che porterà tante novità nel settore: meglio conoscerlo a fondo questo settore in modo da non riferirci “a lui” in modo superficiale e, sopratutto, senza cognizione di causa. Quindi, perché non rivolgerci al parere di uno psicoterapeuta di fama internazionale, Eric Berne, che può fornire chiarimenti sull’inconscio e su come il cervello si proietta verso l’esperienza del gioco d’azzardo.

La personalità viene suddivisa in tre fasi onnipresenti: il bambino, il genitore e l’adulto. Una personalità equilibrata possiede queste tre fasi come posizionate su di un triangolo equilatero. Tanto più il bambino è stato cresciuto in “regime di anarchia o in repressione” quanto più esploderà col suo bisogno di fare del gioco il punto della sua vulnerabilità. Se si intende, quindi, aiutare una persona problematica, e portarla verso la responsabilità, bisogna anche considerare in quale modo questa persona ha vissuto la sua infanzia, altrimenti tutto potrebbe risultare inutile e forse anche dannoso.

E prosegue lo psicoterapeuta come bisognerebbe prestare attenzione agli spot sui casino online legali che appaiono avvertendo che il gioco “può nuocere”: più che un aiuto od un avvertimento per gli utenti, però, sembra che questi spot siano di interesse politico ed economico ed attivino esclusivamente una parvenza moralistica e non di suggerimento per coloro che ascoltano. La realtà potrebbe invece essere che nelle sale da gioco fossero messi a disposizione nominativi o biglietti da visita di professionisti che “potrebbero aiutare” a risolvere le problematiche che il giocatore sta incontrando: sarebbe molto più dignitoso e serio.

Eric Berne si esprime anche sul “proibizionismo” ritornato tanto di moda con il mondo del gioco d’azzardo di oggi e sottolinea che la nostra mente non accetta mai “gli assoluti”, si ribella perché di fondo si è “nati liberi” e di fronte al “proibito” la mente si scatenerebbe al contrario. Il gioco è divertimento e la vincita il suo premio e se rimane tutto in questi termini “fa bene alla salute”, ma se questo diventa poi un momento di alienazione, oppure una rivincita sociale e familiare, rappresenta veramente “la fine”. Magari se nelle sale da gioco esistesse un professionista fisso aiuterebbe tutti a divertirsi in modo sano e sarebbe la cosa migliore per tutti, piuttosto che avere in senso generale naturalmente i sensi di colpa per un “crimine legalizzato”, ma questo sembra assai lontano dalla realtà anche se potrebbe essere la soluzione più semplice.

L’intelligenza artificiale sostiene il gioco d’azzardo

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gioco d'azzardo e intelligenza artificiale

A chi non conosce il mondo del gioco può, forse, sfuggire quanto può essere complicato gestirlo ed intuirne le preferenze, sopratutto quando si parla di industria del gioco, progettazione ed immissione sul mercato di un prodotto anziché un altro più adatto ai “desiderata” del giocatore o, meglio, di tanti giocatori. Oggi, con la tecnologia sempre più avanzata e software sempre più sofisticati si riesce a “predire” il comportamento del giocatore oppure le sue reazioni: tutto questo è divenuto realtà ed è, senza ombra di dubbio, “un potere” in più in mano ai progettisti ed agli “studiosi” dei giochi che con i loro “studi” dilettano tanti utenti.

Una piattaforma, B-Neuron di BtoBet, basata sulla Gaming Intelligence dei casino online, tramite speciali algoritmi può fornire numerose e dettagliate informazioni sul giocatore come per esempio il suo grado di soddisfazione, che tipo di giocatore è ed il genere di segmento al quale appartiene. Grazie, quindi, all’intelligenza artificiale gli operatori con regolare licenza possono accedere automaticamente ai dati del giocatore in relazione al suo comportamento ed alla sua attività di gioco. E tutto questo favorisce l’operatore nel consigliare che tipo di azione ”mettere sul piatto” relativamente al tipo di utente, di programmare facilmente le migliori strategia ed attività di promozione specifica, pianificare il marketing “ad personam”.

Rende possibile, e questo forse è un tassello predominante ed imprescindibile, il controllo del rischio finanziario tramite un sistema gestito dall’Intelligenza Artificiale che misura l’esposizione di ogni singola campagna di bonus per evitare abusi e consente di essere sempre aggiornati su informazioni particolarmente critiche per gestire al meglio le strategie di business. Questo sistema particolarmente avanzato di bonus consente la costante offerta di incentivi per i giocatori che, una volta registrati, possono venire monitorati nel loro modo di giocare e depositare. Nello stesso tempo lo stesso sistema propone la possibilità di premiare i giocatori con bonus e promozioni in modo da accattivarne la attenzione e trattenerli sulla piattaforma.

La Gaming Intelligence permette, anche, di accorciare i tempi relativamente ad eventuali lamentele da parte dei giocatori: questo è un vantaggio che pone il giocatore in condizione di qualificare il comportamento della piattaforma e di avere certamente un valore aggiunto nonché proporre azioni correttive valide per l’utente che lo fa sentire al centro dell’attenzione ed, automaticamente, si gratifica. Sembra una cosa assurda… ma è così. Quasi l’utente non si accorge più del proprio inconveniente, ma viene assorbito dalla velocità, dalla professionalità e dalla sistemazione di quel “qualcosa” che non funzionava al momento ed è portato a dimenticarsene ed a venire attratto dalla soluzione e da come viene sottoposta, dalla gentilezza e dalla prontezza dell’intervento.

Una considerazione particolare del Ceo di BtoBet la si vuole riproporre laddove afferma e ritiene che la Gaming Intelligence possa essere di vitale importanza per l’industria di riferimento e che l’Intelligenza Artificiale sia un importante strumento per gli operatori autorizzati che in questo modo possono suggerire agli “utenti dei contenuti di gioco, mirati sui loro gusti ed aggregare giocatori simili”. E conclude lo stesso Ceo: “Adottare una intelligenza di gioco è vitale per permettere al business di rimanere competitivo e di primeggiare nel mercato del gambling”.

Il gioco d’azzardo ed il post terremoto

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gioco d'azzardo solidarietà

È un dato consolidato che quando il Governo deve adempiere a qualcosa di importante e quando ha necessità di incassi straordinari aumenta la benzina, le sigarette e perché no si rivolge al gioco. Ma vista l’attuale situazione di questo ultimo e dopo il continuo riferimento che si fa per “dare contro al gioco”, si ricorda il terremoto dell’Aquila dove lo Stato per “aiutare” la popolazione coinvolta ha istituito e fatto partire le Vlt che ancora oggi, come tutto il gioco, fanno ancora discutere. Quindi, ad essere obbiettivi e coerenti, anche nell’occasione di questo ultimo accanimento di Madre Natura nei confronti della nostra popolazione del centro Italia si spera che non ci si rivolga ancora al gioco per sostenere “il disastro” di questi ultimi giorni.

Ecco perché quando Massimo Garavaglia, coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni ed assessore al Bilancio della Regione Lombardia dichiara che il gioco non verrà toccato per fare fronte ad un sostegno da parte del Governo per il post terremoto, la sua dichiarazione ci conforta. Vogliamo “tradurre” la decisione in questo senso: finalmente, lo Stato quando ha un imprevisto finanziario non ricorre al settore ludico, anche se questo sembra piuttosto anomalo e controcorrente relativamente al passato. In ogni caso, bisogna prendere atto che sino ad ora riferimenti per il terremoto, e correlati al gioco non se ne sono sentiti, mentre invece sono stati stanziati dallo Stato i primi 50 milioni di euro per l’emergenza dei territori colpiti da questa ultima tragedia.

Senza dimenticare che, al momento, nelle casse dello Stato sono venuti a mancare i 500 milioni di euro provenienti dall’incasso dei bandi di gara previsti dalla legge di Stabilità del 2016 sui migliori casino online italiani legali aams che ancora non sono stati emessi in mancanza di risultati pratici e concreti provenienti dall’accordo in Conferenza Unificata relativamente alla riforma del gioco che, come si sa, latita ancora… e chissà per quanto tempo. Pier Paolo Baretta con l’occasione del post terremoto ha evidenziato la necessità di “trovare altre soluzioni affinché il gioco possa compartecipare alla ricostruzione” senza mettere in discussione risorse che non sono disponibili per il Governo.

Una buona iniziativa del gioco, invece, parrebbe quella sottoposto dalla Snai con la quale nelle agenzie e nel relativo sito si potrà dare un contributo per il terremoto senza effettuare scommesse: per ogni versamento il gruppo aggiungerà una donazione di pari importo. Questa è un’ottima opportunità, trasparente, collaborativa che non lascia intendere alcun sotterfugio o speculazione. Così il Gruppo Snai si dà da fare e mette a disposizione le proprie strutture per dare una mano alle vittime del sisma e sollecita i “propri scommettitori” a partecipare a questa iniziativa, sia presso i propri punti ed agenzie sia collegandosi online al relativo sito.

Mentre rimane bloccato il discorso sottoposto da alcuni Ministri di devolvere il jackpot del SuperEnalotto alle persone coinvolte nel terremoto: Pier Paolo Baretta sostiene che questo importo non è del Governo, ma bensì dei giocatori ed agli stessi deve pervenire. Lo Stato non può intervenire su di una cosa che non è propria confermando anche l’idea del Governo, come detto qualche riga più sopra, di non “studiare” una nuova raccolta per non incentivare ulteriormente l’offerta di gioco già “troppo presente” al momento sul territorio.